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VALTELLINA SUPERIORE SASSELLA DOCG “ROCCE ROSSE” 2013

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CANTINA: Imbottigliato da Arpepe
ANNATA: 2013
DENOMINAZIONE: Valtellina Superiore DOCG
VITIGNI: Chiavennasca (Nebbiolo 100%)
GRADAZIONE ALCOLICA: 13%
FORMATO: 0,75 l
CONSUMO IDEALE: 2023/2028
TEMPERATURA DI SERVIZIO: 16°-18°C 
TIPOLOGIA: Rosso
ABBINAMENTISecondi di carne rossa - Caggiagione - Tartufo Bianco
NOTA BENE : Contiene Solfiti 
 
DESCRIZIONE 
Quando sei costretto tuo malgrado a farti da parte per limitare i danni, cerchi almeno di portare con te la speranza di vedere un giorno i tuoi sogni realizzati. Quando poi trovi la forza per rimetterti in piedi, guardi i traguardi lontani avvicinarsi: il giusto tempo di attesa è quello che ti separa dal raggiungere gli obiettivi che ti sei prefissato.
Arturo lo ricordiamo così, quando testardamente decise di creare nel cuore della Sassella la sua Riserva. Rimise a nuovo il vigneto a 400 metri di quota, avuto in eredità dal padre, e decise di produrre un vino che si poteva fare solo con il Nebbiolo delle Alpi, che chiamavamo semplicemente Chiavennasca a quei tempi. Era il 1984.
Dopo 6 anni decise che era il momento di trovargli un nome e con la complicità di sua moglie Giovanna lo chiamarono Rocce Rosse. “Rosse”, come la passione che lo aveva animato nella ricerca di quel sapore sanguigno e ferroso della terra dei suoi avi, un’impronta indelebile nella memoria, che i bagliori della modernità non riuscirono minimamente a confondere.
E così, in un bicchiere di Valtellina Superiore Sassella Riserva Rocce Rosse DOCG puoi sentire il gusto di una radice che ha la forza di sfidare il granito con la sua armatura elegante e mai spocchiosa, con il sussurrare della breva che dal Lago di Como rinfresca la valle.
 
CANTINA 
Possediamo 13 ettari vitati completamente inerbiti, nel cuore del Valtellina Superiore DOCG, distribuiti fra SassellaGrumello e Inferno. Le lavorazioni sono effettuate completamente a mano; la morfologia dei nostri vigneti non consente in alcun modo di ricorrere all’utilizzo di trattori. I trattamenti fitosanitari si rendono necessari in maniera più o meno frequente, a seconda delle piogge; anche questa indispensabile operazione è svolta manualmente. La vigna è meteoropatica - è risaputo – e i vignaioli sanno quanto può essere impegnativo prendersene cura. E’ facile così arrivare ad impiegare 1500 ore per coltivare un solo ettaro di vigna. Si combattono oidio e peronospora senza farne una guerra allo sterminio, ma a volte convivendoci, tramite una lotta integrata attenta all’impatto ambientale che questo tipo di salvaguardia comporta. Nonostante questo ci sono annate in cui il raccolto, se non è del tutto perso, produce vini che non verranno commercializzati, come ad esempio la pessima vendemmia 2008.

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