TORRACCIA - GRUPPO FRANCOLI

GHEMME DOCG 2009

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CANTINA: Imbottigliato da Torraccia Gruppo Francoli 
ANNATA: 2009
DENOMINAZIONE: Ghemme DOCG
VITIGNI: Nebbiolo (90%) e Vespolina (10%)
GRADAZIONE ALCOLICA: 14% Vol.
FORMATO: 0,75 cl
CONSUMO IDEALE: 2023/2028
TEMPERATURA DI SERVIZIO: 18° - 20°
TI
POLOGIA: Vino Rosso
ABBINAMENTI:
Affettati e Salumi, Carni Rosse, Formaggi

NOTA BENE: Contiene solfiti


DESCRIZIONE

Il 2009 si caratterizza per una primavera con ripetuti episodi di maltempo ed abbondanti piogge rispetto alla media del periodo ed una stagione estiva con punte di calore elevate, precipitazioni scarse, concentrate in pochi eventi ma di forte intensità. Condizioni, queste, che hanno permesso di ottenere un vino dal colore rosso rubino con riflessi granata ed un vigore olfattivo degno di lode, con sentori di frutta dolce e spezie, il tutto piacevolmente avvolto dalla vaniglia sottile delle botti da 28Hl di rovere francese di Allier.
Il sapore è asciutto, sapido con fondo gradevolmente amarognolo. In bocca denota la giovinezza ma con sensazioni equilibrate, che lasciano ben presagire l’evoluzione nel tempo.

Vincitore di:
“2 Bicchieri Rossi” Gambero Rosso
“3 Stelle Rosse” Guida Oro - I Vini di Veronelli
“5 Bottiglie” L’Espresso - Vini d’Italia
“3 Stelle Rosse” Touring Club - Vini Buoni d’Italia
“4 Grappoli” Bibenda


CANTINA

La storia di “Torraccia del Piantavigna” risale ai primi anni ’50 del secolo scorso, quando Pierino Piantavigna mise a dimora un piccolo vigneto sulle colline di Ghemme, nei pressi del seicentesco castello di Cavenago.

Il nome dell’azienda, coniato molti anni dopo e ispirato alla vita appassionata che Pierino ha speso tra i filari del suo vigneto, deriva dall’appellativo “Torraccia” dato a una collina, particolarmente cara al Piantavigna, di eccezionale esposizione e di forma quasi circolare che si trova poco a nord del castello di Cavenago.

La presenza della vecchia torre del castello, una vera “torraccia” a causa del suo stato di abbandono, è altro motivo di ispirazione del nome aziendale.

Sarà Alessandro Francoli, presidente delle omonime Distillerie e nipote di Pierino, a creare nel 1997 quella che oggi è diventata un’azienda riconosciuta in Italia e all’estero per la qualità dei suoi vini, moderni ma assolutamente rispettosi delle tradizioni del territorio.

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